La Gazzetta della Spezia – Presentato in Comune il nuovo Processo Industriale di Smaltimento delle Navi: alta tecnologia e sicurezza sul lavoro ed ambientale in primo piano

Written by Gianluca Solinas

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3 December 2015 - Stamattina in Commissione Ambiente, in Comune alla Spezia, è stato presentato ai Consiglieri e successivamente alla stampa, il Green Ship Recycling Process, un processo industriale pilota teso al “riciclaggio delle navi sicuro e compatibile con l’ambiente”.

Presenti le massime cariche della Marina Militare, come l’Ammiraglio di Squadra Roberto Camerini e il Direttore generale di A.I.D. (Agenzia Industrie Difesa) Gian Carlo Anselmino, si è tenuta una seduta nella quale è stato spiegato in dettaglio, il piano operativo che consentirà all’Arsenale spezzino di diventare uno dei primissimi siti in Europa a dotarsi di risorse e tecnologie legate alla demolizione navale ed al recupero e riciclo dei materiali.

Diviso in due fasi principali, il progetto sarà affidato alle aziende che già hanno manifestato interesse concreto alle attività, e il bando di gara non sarà vincolato solo ai costi economici ma, novità assoluta, anche e soprattutto alla capacità tecnologica ed al giusto bilanciamento fra le due caratteristiche.
La prima fase riguarderà il lavoro di rimozione dei materiali nocivi, pericolosi e non riciclabili e il loro smaltimento. La seconda fase riguarderà i lavori di demolizione con la conseguente valorizzazione dei materiali e componenti pregiati.

I processi, sviluppati in adempimento sulla “Convenzione di Hong Kong”, sul Regolamento CE 1257/2013 e sugli standard più recenti e rigorosi previsti dalla norma ISO 30000, avranno il fine di conseguire un costante miglioramento della competitività industriale, prevedendo in futuro tali servizi anche su altri mercati.
Oltre A.I.D. e marina Militare, il progetto vedrà coinvolti anche enti locali quali il Comune, la Provincia, l’Arpal, l’ASL5, e i Vigili del Fuoco.

Si è parlato ovviamente anche di ricadute occupazionali, e a quanto sembra, a parte le ditte che si aggiudicheranno le gare di appalto nelle due fasi successive, si avrà da parte delle maestranze dell’Arsenale un coinvolgimento diretto per quanto riguarda le operazioni in bacino (gruisti, operatori dei bacini navali etc.), ma solo successivamente, a commessa conclusa (si parla di settembre 2016, un obiettivo davvero ambizioso), per quanto riguarda ex Nave Carabiniere, si potranno osservare le proiezioni per eventuali commesse future. Dipenderà insomma da quanto questo progetto sarà in grado di essere competitivo in un mercato, quello delle demolizioni e del riciclo navale, che oggi davvero può offrire parecchie opportunità di sviluppo a patto che segua standard proiettati nel futuro e rispettosi del lavoro in sicurezza e dell’ambiente.

Per l’immediato futuro, tenendo presente che Piombino ha ricevuto il via libera per la demolizione del naviglio militare in disarmo, alla nostra città toccherebbe quello che attualmente non è in grado di autotrasportarsi fino allo scalo toscano. Quindi in ballo, oltre a Nave Carabiniere, vi sarebbero anche Nave Alpino, e forse anche l’Audace e l’Ardito. Ma è comunque presto per fare previsioni anche se, come ammesso dai presenti, la possibilità che questo progetto possa coinvolgere anche partner prestigiosi come la marina Militare Francese, già partner di Fincantieri (Oto Melara), e già presente in Arsenale per la manutenzione dell’armamento presso l’Officina Artiglieria si potrebbe concretizzare se come sembra questo progetto si dimostrasse aderente in toto alle premesse fin qui presentate.

Da domani 4 dicembre parte già la fase uno, la gara per il lavoro di rimozione e se tutto va come deve andare entro l’anno prossimo (settembre sembra parecchio ottimistico ma mai dire mai), potremmo vedere concluso il primo smantellamento con relativo riciclaggio. Il tutto dovrà avvenire, come garantito dalle parti nel massimo rispetto delle attività lavorative in tema di sicurezza e dei più alti standard di salvaguardia ambientale per garantire ai lavoratori e ai cittadini una tranquillità che le demolizioni navali, specie nel dopoguerra, non hanno mai dato, anzi semmai tutto il contrario.